Category Archives: Approfondimenti

Approfondimenti Transaminasi: i valori massimi, come capire dalle analisi se sono alte e tante altri notizie e curiosità.

Ipertiroidismo aumento dei valori delle transaminasi

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Ipertiroidismo aumento dei valori delle transaminasi: relazione

In associazione alla condizione di l’ipertiroidismo si riscontra un aumento dei valori delle transaminasi, per cui dal riscontro dei livelli sierici gli enzimi epatici quali l’ALT e l’AST risultano aumentati. A causa dell’eccessiva concentrazione di ormoni tiroidei in circolo si vengono a riscontrare diversi sintomi e segni clinici comuni ad ogni forma di ipertiroidismo, si tratta di manifestazioni connesse con l’aumento del metabolismo e dell’iperattività del sistema nervoso, ma talvolta il quadro clinico di ciascun paziente presenta diverse manifestazioni specifiche. In genere i tratti clinici più tipici sono rappresentati da: un eccesso di ormoni tiroidei in circolo che comporta un aumento del consumo di ossigeno e della termogenenesi a cui si associa la formazione di un gozzo; tachicardia; aumento della pressione arteriosa; aritmie sopraventricolari; tremori muscolari; astenia; epatomegalia; aumento delle transaminasi e della fosfatasi alcalina; ipercalciuria ed ipercalcemia; osteoporosi; incremento dell’ematocrito; iperglicemia; si possono evidenziare delle alterazioni a livello sessuale che si traducono nel maschio nell’impotenza e nella perdita della libido ed irregolarità mestruali nella donna. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Transaminasi got ruolo biologico: metabolismo.

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Funzione epatica attività protrombinica

Funzione epatica attività protrombinica

Per valutare la funzione epatica si possono prendere in considerazione diversi parametri tra cui l’attività protrombinica, anche se alterazioni dei valori della protrombina, oltre che essere causati dal malassorbimento e dal deficit della vitamina K, possono dipendere anche da malattie del sangue e della coagulazione. Questa glicoproteina plasmatica sintetizzata dal fegato è nota anche come fattore II della coagulazione, di fatto in presenza di una lesione di un vaso sanguigno si verifica la rapida conversione della protrombina (fattore II) in trombina (fattore IIa), con mutazione del fibrinogeno in un polimero di fibrina insolubile, come conseguenza d questa serie di conversioni si produce una rete di fibre che causano un coagulo. Un indice clinico importante è il cosiddetto “tempo di protombina” (PT) che è un’analisi del sangue che permette di quantificare il tempo necessario alla formazione di un coagulo di fibrina, assume quindi un ruolo decisivo per il monitoraggio dei pazienti che stanno seguendo una terapia con anticoagulanti orali, ma offre anche la possibilità valutare cinque dei dodici fattori della coagulazione tra cui: I -fibrinogeno -, II – protrombina, V – proaccelerina, VII – proconvertina, X – protrombinasi; la funzionalità degli altri fattori di coagulazione vengono riscontrati attraverso un semplice esame ematico definito tempo parziale di tromboplastina (PTT). Maggiori notizie su Vitamina K: eventuali deficit. Continue reading

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Miopatie affezioni muscolari primitive

Miopatie affezioni muscolari primitive

Il rialzo dei livelli sierici delle transaminasi può dipendere da diverse condizioni patologiche tra cui le miopatie, con cui si indicano diverse affezioni muscolari primitive da ascrivere ad un’alterazione strutturale e funzionale delle fibre muscolari. Questo genere di processo patologico è connesso a diverse condizioni quali: un alterato metabolismo cellulare; un focus flogistico con sede nel tessuto muscolare, una progressiva degenerazione geneticamente associata alle distrofie muscolari. Il paziente colpito da miopatia risente di un graduale dimagramento delle masse muscolari dei quattro arti, attraverso un procedimento  di tipo simmetrico con interessamento della muscolatura prossimale.  A causa di tale alterazione dei muscoli, si assiste ad una riduzione della forza muscolare, per cui anche delle semplici azioni risulteranno compromesse quali:  sollevare le braccia sopra la testa, alzarsi da sedere, camminare, salire le scale. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Determinazione delle transaminasi esami. Continue reading

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Farmaci che alterano le transaminasi: i più comuni

Farmaci che alterano le transaminasi

Tra i diversi fattori eziologici che possono causare anomalie relative al processo di transaminazione ci sono non pochi farmaci che alterano le transaminasi o meglio determinano delle variazioni dei valori di tali enzimi potendo anche creare dei disagi. Il processo di transamminazione permette che avvenga la trasformazione  di un aminoacido in un altro, attivando così il processo di catabolismo delle proteine, che vengono in seguito adoperate per la produzione delle fonti di energia che l’organismo necessità quando si trova nella condizione di sforzi particolarmente lunghi ed intensi che rendono insufficienti le scorte di energia fornite dai carboidrati e dai grassi. In particolare quando si registrano livelli alti di ALT questo indice può segnalare l’esposizione a farmaci oppure ad altre sostanze che risultano tossiche a livello epatico. Va però precisato che non solo i farmaci possono aumentare i livelli di ALT, determinando eventuali danni al fegato, ma anche alcuni integratori naturali possono causare la stessa problematica. Per maggiori informazioni sul tema si rinvia alla lettura di Farmaci che possono alterare i valori delle transaminasi ALT. Continue reading

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Gamma GT: le funzioni dell’enzima

Gamma GT: le funzioni dell’enzima della classe delle transferasi

Nel fegato sono presenti diversi parametri che garantiscono la corretta funzionalità dell’organo, in particolare alla gammaglutammiltransferasi definita comunemente con il nome Gamma GT oppure γGT oppure γGT. A queste componenti spettano alcune importanti reazioni chimiche che si attivano non solo all’interno del fegato, ma anche in altri organi del corpo umano come il pancreas e i reni, dimostrandosi in particolare un importante indici di tipo diagnostico a livello sierico, visto che un significativo ed improvviso  aumento di questo enzima si manifesta di solito come conseguenza diretta di una terapia farmacologica dovuta essenzialmente all’assunzione di specifici farmaci, ma questo parametro può risultare alterato anche nel caso in cui il soggetto è un assiduo consumatore di alcol. Assume quindi un ruolo decisivo il rilevamento dei valori delle Gamma GT in associazione ad altri sintomi che permettono di identificare il quadro clinico del soggetto. Tra i sintomi che spesso sono correlati all’incremento delle γGT si rivelano delle manifestazioni connesse con condizioni patologiche quali: malattie delle vie biliari, patologie di tipo epatico, infiammazioni del pancreas. Maggiori informazioni si trovano su Enzimi digestivi e fase digestiva.

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Colestasi intra ed extraepatica diagnosi

Colestasi intra ed extraepatica

L’ostruzione meccanica che compromette il flusso della bile dal fegato verso il duodeno può dipendere dalla condizione di colestasi distinguendo tra la forma intra ed extraepatica. Il soggetto colpito da tale patologia evidenzia un caratteristico quadro clinico caratterizzato oltre che da valori di transaminasi alte, da un significativo aumento della concentrazione della bilirubina, a cui si associa anche rialzo consistente dei valori della fosfatasi alcalina e della gamma-glutamil-transpeptidasi (GGT): l’incremento della  gamma GT è espressione di un significativo incremento di pressione nelle vie biliari che non riescono a scaricare in maniera regolare la bile. Quando si riscontrano delle tipiche alterazione che riguardano la stessa funzionalità epatica allora il paziente è interessato da un disturbo colestatico, in questo caso si deve procedere con la determinazione del contesto patologico, distinguendo quindi se si tratta di una colestasi intra oppure extraepatica; è necessario impostare un iter clinico specifico, tenendo conto del fatto che molto spesso gli esami di laboratorio risultano insufficienti mentre acquista un ruolo centrale l’ecografia in quanto fornisce indicazione più approfondite. Maggiori informazioni su Ipertransaminasi presenza dei calcoli: il rapporto diretto. Continue reading

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Vitamina K: eventuali deficit

Vitamina K:  le possibili complicanze

Un ruolo essenziale per l’organismo è svolto dalla vitamina K in quanto si tratta di una sostanza che prende parte al processo di coagulazione del sangue nell’uomo, nello specifico questa vitamina è indispensabile al fegato per sintetizzare i fattori necessari al sangue per attivare il normale meccanismo di coagulazione. Anche se si tratta di un’eventualità alquanto rara è possibile comunque registrare in ambito clinico casi di deficit della vitamina K o delle disfunzioni epatiche che possono determinare un difetto relativo ai fattori della coagulazione oppure possono scatenare episodi di sanguinamento copioso. Si tratta di un deficit che tende ad interessare con maggiore frequenza i soggetti che risentono delle dirette conseguenze di una prolungata condizione di malnutrizione oppure quelli affetti da condizioni che limitano l’assorbimento delle vitamine si tratta di condizioni patologiche quali: colite di tipo ulceroso, fibrosi cistica, ostruzione biliare, celiachia. Anche l’assunzione di alcuni farmaci possono determinare un deficit di vitamina K determinando a lungo andare delle alterazioni relative alla stessa funzionalità epatica ma che possono anche distruggere la flora intestinale; tra i presidi medici che possono ridurre i livelli di tale sostanze sono costituiti da: farmaci anti-convulsivanti, gli antibiotici, i salicilati, alcuni sulfamidici. Altre notizie su Farmaci che possono alterare i valori delle transaminasi ALT. Continue reading

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Alterazioni a livello epatico esami

Alterazioni a livello epatico esami

Quando un soggetto presenta una serie di sintomi che rivelano la presenza di alterazioni a livello epatico può essere sottoposto a degli specifici esami che hanno lo scopo di identificare l’eziologia dei problemi a livello epatico. In ambito clinico il medico può prescrivere al paziente di effettuare dapprima le analisi del sangue con cui è possibile valutare i livelli delle transaminasi, la concentrazione della bilirubina totale, un altro indice da non sottovalutare è l’alfa-fetoproteina, si tratta infatti di un marcatore tumorale che potrebbe rilevare lo sviluppo di formazioni tumorali nel paziente. Tra gli altri esami utili per formulare una corretta diagnosi relativa a problematiche a livello epatico vengono poi indicati anche degli esami strumentali, come ad esempio quelli di tipo radiologico tra cui la TAC, l’ecografia, la risonanza magnetica, l’angiografia epatica. Nei casi di dubbio diagnostico oppure per approfondire la diagnosi può essere richiesta una biopsia, attraverso questo esame istologico si esegue un piccolo prelievo, dopo aver acquisito questo campione di tessuto epatico in laparoscopia si analizza accuratamente al microscopio. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura di Tumore al fegato funzionalità epatica come viene valutata.

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Ipertransaminasemie biopsia epatica: la sua importanza diagnostica

Ipertransaminasemie biopsia epatica

A differenza degli esami bioumorali o strumentali in caso di ipertransaminasemie la biopsia epatica si conferma un metodo diagnostico particolarmente utile per precisare la diagnosi di steatoepatite e di altri problemi a livello epatico, inoltre permette di valutare con precisione l’entità del danno epatico. La biopsia epatica attualmente, avvalendosi anche dell’uso dell’ecografia, un alto livello di sicurezza a livello diagnostico, inoltre grazie alla tecnica eco-guidata permette di prevenire i casi di complicanze legati a steatosi ed a steatoepatite non alcolica. La biopsia epatica in pratica si esegue attraverso il prelievo di un piccolo campione tessuto epatico, su questo campione si esegue la valutazione istologica attraverso l’esame microscopico. Tale indagine diagnostica favorisce la formulazione della diagnosi di una condizione patologica a livello epatico, ma anche eventualmente per controllare i progressi della terapia prescritta al paziente. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Transamminazione e transaminasi. Continue reading

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Rabdomiolisi cause e sintomi

Rabdomiolisi: come si manifesta

Come conseguenza della rottura delle cellule del muscolo scheletrico con conseguente rilascio nel flusso sanguigno delle sostanze presenti nella muscolatura delinea il quadro clinico della rabdomiolisi. La presenza di lesioni a livello muscolare può essere determinato da un grave danno cellulare, con conseguente liberazione del contenuto delle cellule muscolari nel circolo sanguigno. I fattori eziologici della rabdomiolisi sono connessi non solo ad un danno muscolare diretto da ascrivere ad un trauma con schiacciamento muscolare oppure ad uno shock elettrico, ma possono anche dipendere da un’eccessiva richiesta energetica sui muscoli scheletrici dovuta a vari fenomeni; anche l’assunzione di alcuni farmaci possono causare tale condizione patologica, in particolare devono essere presi in considerazione i farmaci che alterano l’ATP (adenosinatrifosfato) dei muscoli scheletrici determinando l’aumento della richiesta di energia che causa un’eccessiva produzione di ATP. Se si riscontra l’aumento della concentrazione ematica dell’enzima muscolare CPK allora bisogna indagarne l’eziologia, dal momento che può trattarsi del segnale che indica la presenza di un danno muscolare. Altre notizie utili si trovano su Farmaci che possono alterare i valori delle transaminasi ALT. Continue reading

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