Category Archives: Approfondimenti

Approfondimenti Transaminasi: i valori massimi, come capire dalle analisi se sono alte e tante altri notizie e curiosità.

Lipasi pancreatiche quali funzioni attivano

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Lipasi pancreatiche quali funzioni attivano

Gli enzimi delle lipasi pancreatiche sono coinvolti nel metabolismo dei lipidi quelle pancreatiche e vengono rilasciate nell’intestino per favorire la digestione dei cibi grassi, in particolare questa funzione viene completa dai sali biliari e dal cofattore colipasi; per cui il pancreas produce la maggiore concentrazione della lipasi circolante nel sangue, nello specifico la lipasi pancreatica viene secreta dal pancreas con lo scopo di prendere parte all’idrolisi dei lipidi. In presenza di danni che colpiscono le cellule del pancreas oppure quando il dotto pancreatico è ostruito aumenta la concentrazione di enzima nel sangue. L’innalzamento della lipasi è di solito connesso con l’incremento dei valori dell’amilasi segnalando in questo modo la presenza di eventuali disfunzioni  visto che l’amilasi è un enzima digestivo che attiva la degradazione degli amidi, ovvero dei carboidrati. In particolare si registra una maggiore concentrazione di lipasi ed amilasi a livello ematico quando sono presenti degli specifici disturbi di origine biliare ed epatica. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Enzimi digestivi e fase digestiva. Continue reading

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Colinesterasi quali informazioni fornisce

Colinesterasi quali informazioni fornisce

La valutazione dei livelli della colinesterasi (CHE) assumono un ruolo predittivo in ambito medico dal momento che questo enzima prodotto dal fegato, presente anche nel sangue, nel pancreas ed in alcune cellule del sistema nervoso, diminuisce in maniera proporzionale alla presenza di un danno epatico, per cui rappresenta un parametro da considerare per diagnosticare casi di epatiti e di cirrosi. Inoltre i valori di questo enzima vengono misurati nella pratica clinica nella fase preoperatoria, mediante infatti il dosaggio della colinesterasi è possibile determinare la sensibilità  ai narcotici ed alla succinilcolina offrendo in questo modo la valutazione del rischio operativo. Va precisato che esistono due forme di CHE, una normale ed una atipica, i soggetti omozigoti per il gene atipico hanno bassi livelli dell’enzima epatico non inibita dalla dibucaina, dimostrandosi degli individui fortemente a rischio durante gli interventi chirurgici dal momento che la CHE atipica non è in grado di idrolizzare alcuni miorilassanti adoperati durante l’anestesia e quindi potrebbero verificarsi episodi di depressione respiratoria nel corso di operazioni chirurgiche. Il test per la misura dell’attività  della CHE serve per individuare delle varianti atipiche che potrebbero provocare paralisi prolungata dopo l’uso di farmaci depolarizzanti come anestesia. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Analisi del sangue per valutare la funzionalità epatica. Continue reading

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Cellule epatiche e cellule dei muscoli danneggiate

Cellule epatiche e cellule dei muscoli danneggiate

Quando le cellule epatiche del fegato o le cellule dei muscoli risultano danneggiate, la concentrazione delle transaminasi si riversa nel sangue attestandosi su dei livelli alti di tipo ematico, in particolare le transaminasi glutammico-ossalacetica (GOT) dette spartato-aminotransferasi (AST) sono presenti soprattutto nei muscoli e nel miocardio; invece le transaminasi glutammico-piruvica (GPT) dette alanina-aminotransferasi (ALT) si concentrano maggiormente nelle cellule del fegato. Per cui l’aspartato aminotransferasi è contenuto in diverse cellule ma risulta particolarmente concentrato alcuni distretti delle cellule epatiche mentre  l’alanina aminotransferasi è localizzato principalmente nelle cellule epatiche da cui fuoriesce in seguito a danni a carico della loro parete. Il rapporto tra le queste due categorie di enzimi è molto importante perché i valori risultanti possono segnalare la presenza di una lesione di tipo cardiologico come un infarto dei miocardio oppure un’altera­zione a livello muscolare quando si evidenzia un aumento prevalente delle SGOT o AST rispetto alle SGPT o ALT, quando il fegato non funziona cor­rettamente si registra di solito un innalzamento delle SGPT o ALT e in modo meno ele­vato un aumento delle SGOT o AST. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Transaminasi gpt e got alte: che problema c’è? Continue reading

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Epatite autoimmune come si evidenzia

Epatite autoimmune causata da un difetto del sistema immunitario

Una patologia su base autoimmune come l’epatite autoimmune riguarda il fegato ed è causata da un difetto del sistema immunitario che riconosce erroneamente cellule e tessuti dell’organo come estranei all’organismo e li aggredisce come se si trattasse di virus e di batteri. L’azione degli autoanticorpi è indirizzata contro l’organo scatenando un focus flogistico di natura cronica e progressiva che distrugge i tessuti provocando l’insufficienza epatica oppure casi di ipertensione portale. L’epatite autoimmune è una patologia che colpisce soprattutto le donne e tende a svilupparsi soprattutto tra i soggetti tra i 40 ed i 70 anni di età, anche se generalmente può insorgere in ogni momento. Di fatto tra i principali fattori di rischio vanno menzionati i seguenti elementi: l’età giovane, il sesso femminile, una storia clinica caratterizzata da un’altra malattia autoimmuni, la presenza di infezioni virali o batteriche, l’uso di alcuni farmaci. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Alterazioni a livello epatico esami. Continue reading

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Troponina cardiaca significato diagnostico

Troponina cardiaca valore clinico

La proteina contenuta nelle fibrocellule del cuore rilasciata nel circolo sanguigno in caso di necrosi miocardica è la troponina cardiaca,  che si rivela nel corso di ischemia prolungata che determina l’infarto miocardico acuto. Questo marcatore umorale di necrosi cardiaca è specifico per il tessuto cardiaco, e si vengono a distinguere essenzialmente due tipi di enzimi: la troponina I (cTnI) e la troponina T (cTnT). Il test clinico che rivela questo marcatore ne misura la concentrazione plasmatica e viene eseguito nel caso in cui  un soggetto presenta un forte dolore a livello del torace riconducibile ad un ischemia cardiaca, in genere si eseguono tre diverse misurazioni per cui dopo il primo esame, se ne esegue un secondo a distanza di 6 ore dall’insorgenza dei disturbi ed in seguito a distanza di 12 ore, questo perché la troponina prima di raggiungere dei valori positivi impiega un po’ di ore. In genere, la negatività dell’esame dopo 12 ore dall’insorgenza della sintomatologia è un dato che consente di escludere un disturbo di origine cardiaca. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Valori di transaminasi alti insufficienza cardiaca congestizia. Continue reading

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Alfa-fetoproteina quale informazioni fornisce

Alfa-fetoproteina: i dati forniti dal marker

Per valutare le condizioni di salute del fegato viene preso in considerazione un parametro cole l’alfafetoproteina (AFP), una sostanza glicoproteica che viene prodotta durante la vita fetale dal sacco vitellino e dal fegato. Questa glicoproteica viene prodotta e rilasciata dal fegato, ma talvolta può venir secreta anche da altri organi e tessuti del corpo. Dopo la nascita i livelli di alfafetoproteina si riducono sensibilmente per attestarsi nei primi due anni di vita su valori caratteristici dell’adulto. A livello clinico, il dosaggio ematico dell’alfafetoproteina viene effettuato per monitorare l’evoluzione di alcuni tumori, per cui si tratta di un esame utile per reperire indicazioni sull’evoluzione nel tempo di diverse formazioni tumorali, fornisce inoltre informazioni sull’esito delle terapie intraprese come cura; di fatto, quindi l’alfafetoproteina rappresenta uno dei più importanti marcatori del tumore al fegato fornendo dati utili per la diagnosi dell’epatocarcinoma, inoltre il dosaggio di questo marker nel periodo post-operatorio permette di individuare un’eventuale recidiva. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Tumore al fegato funzionalità epatica come viene valutata. Continue reading

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Fosfatasi alcalina: valori alti

Fosfatasi alcalina alterazione dei valori

I test di laboratorio sono dei parametri di giudizio da utilizzare non solo nella diagnosi delle malattie del fegato ma anche per seguire nel tempo le condizioni del paziente e l’efficacia della terapia seguita, tra i test più importanti che vengono impiegati in ambito clinico gli esami del sangue assumono un ruolo centrale visto che con fornisce vari indici che permettono di controllare le condizioni del fegato come la fosfatasi alcalina, un enzima presente in molti organi tra cui il fegato. Nello specifico questo enzima è presente nei microvilli delle cellule che rivestono i piccoli dotti che trasportano la bile, ossia i canalicoli biliari, in caso di aumento dei valori della fosfatasi alcalina si potrebbero evidenziare delle alterazioni con sede nel fegato o nelle ossa per cui è importante risalire alla vera eziologia. In genere i valori possono subire un’alterazione quando è rallentato il flusso della bile a causa di una malattia del fegato o per la presenza di calcoli biliari, ma possono registrarsi degli incrementi significativi anche in presenza di alcune malattie delle ossa, inoltre anche alcune neoplasie possono modificare i valori normali. Tra gli altri fattori che possono influenzare i livelli di questo enzima vi è anche l’assunzione di alcune classi di  farmaci  e la gravidanza, questo perché la fosfatasi alcalina ha origine dalla placenta. Maggiori notizie su Ipertiroidismo aumento dei valori delle transaminasi. Continue reading

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Transaminasi colon irritabile

Transaminasi colon irritabile: relazione

Esiste una certa relazione diretta tra i valori transaminasi ed il quadro clinico del colon irritabile, di fatto tra gli esami richiesti per accertare la patologia si fa ricorso anche a questo parametro. La diagnosi dell’IBS si basa principalmente su dati clinici, prendendo come punto di partenza i Criteri Romani sulla cui base è possibile determinare se la patologia presentata dal paziente è da ascrivere al disturbo gastrointestinale in questione. In presenza di situazioni cliniche particolari è necessario far ricorso a delle indagini più approfondite che richiedono l’uso di esami di laboratorio e di esami strumentali, utili per eseguire una diagnosi differenziale dell’IBS. Per quanto riguarda gli esami di laboratorio è utile eseguire anche le analisi del sangue, dal campione prelevato si possono eseguire diverse indagini a partire dal semplice emocromo, tra gli altri indici da prendere in considerazione ci sono parametri quali: le transaminasi, la ionemia, la glicemia, la creatinine mia, la sideremia. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Transaminasi gpt e got: alterazioni. Continue reading

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Dermatomiosite diagnosi e cura

Dermatomiosite come si manifesta la malattia muscolare infiammatoria

Tra le condizioni patologiche che possono determinare un aumento dei valori delle transaminasi bisogna segnalare anche la dermatomiosite che determina un incremento dei valori dell’AST con un rapporto AST/ALT che può risultare superiore a tre. La dermatomiosite è una malattia muscolare infiammatoria, di carattere acuto oppure progressivo, di cui ancora non si conosce l’eziologia certa, anche se si evidenzia una particolare relazione con i difetti immunitari, nella maggior parte dei casi la manifestazione della patologia si evidenzia come una condizione acquisita, ma in alcuni casi può essere presente una predisposizione genetica. L’esordio della malattia si esplica con alcuni evidenti segni cutanei quali la comparsa dell’eritroedema fotosensibile sulle aree della pelle esposte, a cui si associano altre manifestazioni caratteristiche quali debolezza muscolare, artralgie, infiammazione dei muscoli faringei, con disturbi della deglutizione, palpitazioni. Talvolta questa malattia muscolare infiammatoria si manifesta in associazione ad altre patologie come ad esempio diversi tipi di tumori che colpiscono le donne come quello alla mammella, all’utero oppure dell’ovaio; mentre nell’uomo possono comparire in associazioni a formazioni neoplastiche che interessano l’epitelio bronchiale, il tubo digerente, la prostata. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Miosite come si evidenzia. Continue reading

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LDH presente in diversi tessuti

LDH presente in diversi tessuti

La lattato deidrogenasi, noto come LDH o lattico deidrogenasi, è un enzima citoplasmatico presente in diversi tessuti dell’organismo dove avviene la conversione del lattato a piruvato che combinandosi fra loro originano cinque diversi isoenzimi: LDH1 si trova nel miocardio, nei globuli rossi, nel rene e nelle cellule germinali; LDH2 è presente nel miocardio, nei globuli rossi, nei globuli bianchi e nei reni; LDH3 prevale soprattutto nei polmoni; LDH4 si trova nel muscolo scheletrico, nel fegato, nei linfonodi e nei globuli bianchi; LDH5 è presente nel fegato e nel muscolo scheletrico. La misurazione della lattato deidrogenasi è un importante parametro clinico con cui si può valutare la sede di un eventuale danno tissutale, in condizioni normali la LDH 1 prevale sulla LDH2, mentre dopo un infarto cardiaco quest’ultima tende a prevalere; invece dopo un infarto i valori di lattato deidrogenasi aumentano più tardivamente nell’arco di 3-4 giorni, per poi tornare alla normalità nel giro di qualche settimana. Attraverso il dosaggio della lattato deidrogenasi è possibile formulare la diagnosi di infarto miocardico in atto oppure superato. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura di Enzimi aspecifici di citolisi LDH. Continue reading

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