Colinesterasi per valutare la funzionalità epatica

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Colinesterasi e funzionalità epatica

La colinesterasi è un enzima presente nel fegato, nel pancreas, nel cuore, nella sostanza bianca del cervello, nel circolo sanguigno, ed appartiene alla classe delle idrolasi, si tratta specificatamente di un parametro importante per la salute in quanto viene utilizzato come indicatore della funzionalità epatica. La colinesterasi più abbondante presente all’interno dell’organismo è definita pseudocolinesterasi, declinata in diverse isoforme. Si deve fare un distinguo tra la colinesterasi specifica e la forma non specifica: la prima si trova principalmente nei globuli rossi, nel tessuto nervoso ma anche nei muscoli; mentre la seconda forma è presente in maggiore concentrazione nel flusso ematico, nel pancreas e nel fegato. In particolare la colinesterasi è un indicatore che permette di diagnosticare diverse condizioni patologiche da ricondurre essenzialmente al quadro clinico di malattie quali: epatite, cirrosi, infarto acuto del miocardio; inoltre i valori di questo enzima risultano alterati anche in caso di condizioni accertate di avvelenamento oppure di intossicazione. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Enzimi aspecifici di citolisi LDH.

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Valori alterati

colinesterasi

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Attraverso le analisi del sangue a digiuno si riscontrano i valori della colinesterasi sierica: sono definiti valori normali quelli che si attestano in un range di riferimento compreso tra 3.000 e 11.500 U/L. I livelli di colinesterasi sierica sono un importante indice per rilevare la capacità sintetica del fegato: in presenza di valori più bassi della media si registrano delle disfunzioni a livello epatico direttamente  proporzionali al danno epatico; in genere una diminuzione di questo enzima si registra in caso di epatite acuta, cirrosi, metastasi del fegato, malnutrizione. Invece si evidenzia un netto aumento dei livelli di colinesterasi si palesa nel caso di sindrome nefrosica, malattie cardiache congenite, morbo di Basedow, iperlipoproteinemia di tipo IV, malattia di Gilbert, alcolismo, obesità oppure durante la gravidanza. Altre notizie su Ammoniemia e metabolismo dell’ammoniaca.

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